
Presidio Slow Food
Sicilia
I meloni d’inverno hanno la caratteristica di venire raccolti alla fine dell’estate ma di essere conservati per essere consumati anche alla fine dell’anno, o addirittura nei mesi centrali dell’inverno.
Uno di questi è il Melone purceddu d’Alcamo, varietà antica ed importante, tipica del trapanese. La zona di produzione è limitata ad Alcamo, Castellamare del Golfo e Calatafimi, in provincia di Trapani, e ai comuni di Camporeale, Roccamena e S.Giuseppe Iato, in provincia di Palermo.
Questi meloni vengono seminati a marzo-aprile e i primi esemplari si raccolgono a partire da giugno, fino a settembre. Vengono poi appesi ai balconi o sistemati [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Sicilia
Il più piccolo comune della provincia di Ragusa, posto sulle pendici dei monti Iblei, è noto per una cipolla bianca, grande e dolce, la cipolla di Giarratana.
Le vallate anguste di questi monti, incastonate nella bianca roccia calcarea da cui si originano i suoli bruni, e il clima collinare determinano le condizioni ambientali ideali per la coltivazione di questo ortaggio.
La semina viene effettuata a partire dalla fine di ottobre, durante il plenilunio o con luna calante, in semenzaio, viene poi trapiantata tra febbraio e marzo disponendo 16-20 piantine per ogni metro quadro.
La raccolta comincia a partire dalla fine di [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Piemonte
Il Montébore è un formaggio di latte vaccino e ovino di origine antica che prende il nome dall’omonimo paese della Val Curone, sullo spartiacque tra le valli del Grue e del Borbera, in provincia di Alesssndria, al confine con la Liguria e la Lombardia.
I documenti storici raccontano che già nel XII secolo un ricco tortonese ne inviava cinquanta forme ad un alto prelato per perorare la promozione del fratello prete e alla fine del ‘400 era l’unico formaggio presente nel menù di nozze di Isabella di Aragona, figlia di Alfonso, e Gian Galeazzo Sforza, figlio del Duca di [continua a leggere...]
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Martedì, 13 Luglio 2010
Pomodorino del piennolo del Vesuvio

Presidio Slow Food
Campania
I pomodorini del piennolo del Vesuvio sono dei pomodori di piccole dimensioni dalla forma a ciliegia, che si distinguono dai pomodorini di Pachino per due caratteristiche: la presenza di due solchi laterali, detti coste, che partono dal picciolo e danno origine a delle squadrature, e una punta, un “pizzo”, all’estremità.
Sono chiamati anche spongilli o piénnoli (“pendoli”) per l’usanza di riunirli in “schiocche”, ossia grappoli, e di appenderli a pareti o soffitti per conservarli anche per mesi.
Vengono seminati in marzo-aprile nei comuni vesuviani e giungono a maturazione tra luglio e agosto, anche se il tipico procedimento di conservazione prevede [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Sicilia
Il cappero è un arbusto perenne, probabilmente di origine tropicali, diffuso nel bacino mediterraneo fin dai tempi antichi. Viene citato infatti nella Bibbia e nelle opere di Ippocrate, Aristotele e Plinio il Vecchio. In Italia lo troviamo in Liguria, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna ma è sull’isola di Salina, in provincia di Messina, che si trova la produzione di qualità più alta.
La produzione del cappero ha costituito per anni la voce principale dell’economia dell’isola ma gli alti costi di produzione dovuti alla raccolta manuale e la concorrenza dei prodotti provenienti dal nord Africa hanno causato l’abbandono di molti [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food Toscana
I testaroli sono una specie di pane azzimo che viene cotto sui testi e poi, in un secondo tempo, velocemente passato in acqua bollente, prodotto nei comuni di Pontremoli, Mulazzo, Zeri, Filattiera, Bagnone, Villafranca in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara.
Il testo, da cui deriva il nome, ora in ghisa ma una volta di terracotta, è una specie di piccolo forno portatile composto da due parti, quella inferiore chiamata sottano dove vengono posti gli alimenti e quella superiore, il soprano che fa da coperchio.
Questo tipo di cottura, tipica della Lunigiana, è comune ad altre parti del mediterraneo.
La [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Piemonte
Il Ramassin, è una susina blu violetta molto piccola diffusa in Piemonte
Il suo nome, che può essere anche dalmasin o darmasin, deriva da quello della varietà Damaschina, che deriva dalla città di origine, Damasco.
Il microclima particolare e i terreni collinari al di sopra dei 500 metri di altitudine tipici del territorio della Valle Bronda e Valle Po, in provincia di Cuneo, è ideale per la coltivazione di queste varietà rustiche, che venivano piantate nei terreni impervi.
I ramassin maturano da metà giugno a metà agosto, ma la loro delicatezza fa sì che si conservino solo un paio di giorni. [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Sicilia
Il suino nero dei Nebrodi viene allevato allo stato semibrado e brado nei boschi di faggi e querce dei Monti Nebrodi, tra le province di Messina, Enna e Catania.
Questi animali, molto simili ai cinghiali, sono allevati in zone recintate adibite al pascolo, dove trovano tutto il nutrimento di cui hanno bisogno. Solo nel momento dei parti è ammessa l’integrazione con mangime.
Questa razza, piccola, dal mantello scuro, frugale e resistente, era utilizzata nella produzione dei salumi di tutta la zona nord-orientale, ma la diminuzione della popolazione, ridotta a 2000 capi, ha indotto la creazione del presidio, per tutelare il [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Lombardia
Il fatulì, “piccolo pezzo” in dialetto, è un formaggio caprino molto particolare e raro, realizzato tutt’ora da alcuni casari con il latte crudo della capra bionda dell’Adamello, razza originaria della Valle Camonica.
Il territorio di produzione è la Val Saviore, la valle laterale più vasta del Parco dell’Adamello, in provincia di Brescia.
La capra bionda dell’Adamello ha corso il rischio di estinguersi a causa dell’incrocio tra le varie razze, ma ora la popolazione è in crescita, soprattutto su queste montagne. Questo animale ha il corpo robusto, agile e scattante e il mantello di tonalità variabile dal marrone chiaro al biondo, [continua a leggere...]
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Presidio Slow Food
Sicilia
L’aglio rosso di Nùbia deve il suo nome una piccola contrada di Paceco, Trapani, la cui economia si basa da sempre sulle saline e sulla coltivazione di questo prodotto, tanto da essere denominato “u paisi di l’agghi”, il paese dell’aglio.
L’area di produzione comprende Paceco, Erice, Val Elice e Palizzo e parte del comune di Trapani, circa 90 ettari di cui attualmente ne vengono coltivati una quindicina.
L’aglio rosso di Nùbia viene seminato tra novembre e dicembre, a volte anche in gennaio, e raccolto fresco a maggio oppure, parzialmente essiccatosui campi, a giugno.
La raccolta viene effettuata alla sera o additittura [continua a leggere...]
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