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	<title>gusto.logg&#187; &#187; Ristoranti</title>
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	<description>&#124; Tutte le news del mondo del gusto: ricette, eventi e prodotti da gourmet</description>
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		<title>Magistre d&#8217;erbe</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 09:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plap</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[ &#8230;sentire i sapori della primavera &#8230;
Fa uno strano effetto uscire da una metropolitana milanese affollata e indaffarata e trovarsi proiettati nel verde della Val Chiusella, osservando, toccando e annusando dal vivo, nell&#8217;elegante sala di un castello, le erbe raccolte all’alba di quello stesso giorno da “Magistre d’erbe”. Eppure non si tratta di allucinazioni. Nella cornice della mostra che si tiene fino al 20 giugno 2010 al Castello Sforzesco “Gualtiero Marchesi e la Grande Cucina Italiana”, si è scelto di organizzare una dimostrazione sul tema delle erbe selvatiche commestibili. Ben presto ci si accorge che la mostra è un pretesto, Marchesi si dichiara [<a href="http://gusto.logg.it/2010/04/30/magistre-derbe/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2717" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a href="http://gusto.logg.it/files/2010/04/Tarassaco-small.jpg"><img class="size-medium wp-image-2717" title="Tarassaco" src="http://gusto.logg.it/files/2010/04/Tarassaco-small-400x300.jpg" alt="Tarassaco" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tarassaco</p></div>
<p style="text-align: center"><em> &#8230;sentire i sapori della primavera &#8230;</em></p>
<p>Fa uno strano effetto uscire da una metropolitana milanese affollata e indaffarata e trovarsi proiettati nel verde della Val Chiusella, osservando, toccando e annusando <em>dal vivo</em>, nell&#8217;elegante sala di un castello, le erbe raccolte all’alba di quello stesso giorno da “Magistre d’erbe”. Eppure non si tratta di allucinazioni. Nella cornice della mostra che si tiene fino al 20 giugno 2010 al Castello Sforzesco “Gualtiero Marchesi e la Grande Cucina Italiana”, si è scelto di organizzare una <a title="dimostrazione" href="http://www.marchesi.eu/dimostrazioni.asp" target="_blank">dimostrazione</a> sul tema delle <strong>erbe selvatiche commestibili</strong>. Ben presto ci si accorge che la mostra è un pretesto, Marchesi si dichiara inesperto di questo tipo di cucina che fa uso di ingredienti poveri, e ne è incuriosito quanto il pubblico.</p>
<p>Le vere protagoniste sono loro, le <strong>Magistre d’erbe della Val Chiusella</strong> e lo <strong>chef Mariangela Susigan</strong>, del ristorante &#8220;<a title="Gardenia" href="http://www.gardeniacaluso.it/" target="_blank">Gardenia</a>&#8221; di Caluso (TO).</p>
<p>Le <em>Magistre e i Magistri d’erbe</em> sono donne e uomini che hanno raccolto l&#8217;eredità di tradizione antiche, tramandate oralmente, sull&#8217;uso delle erbe selvatiche con scopi curativi o, più semplicemente, per sfamare la famiglia. Le loro conoscenze si fondano su un&#8217;attenta osservazione della natura, fortemente legate all&#8217;alternarsi delle stagioni. Danno consigli su una raccolta responsabile, per non danneggiare il futuro di queste erbe preziose, illuminano di nuova luce piante che troviamo anche nelle comunissime aiuole di città (ma non raccogliamole lì!), come l&#8217;umilissima piantaggine lanceolata, che rinforza il sistema immunitario e si può consumare anche cruda in insalata, se si pone particolare attenzione nella scelta delle foglioline più tenere, tipiche appunto della primavera (consigliano di tagliare trasversalmentela foglia, per sminuzzarne le fibre).</p>
<p><em>Mariangela Susignan, “lo chef delle erbe”</em>, trasmette la sua passione per la cucina e le erbe contagiando i ben 176 astanti e raccontando ricette di piatti in modo tale che sembra di sentirne il profumo nelle formali sale Viscontee. Affascinante è sentir raccontare di brodo di fieno di montagna (un “fieno” preparato ad hoc con erbe selvatiche e aromatiche scelte, essiccate nel forno a 60°C per qualche ora), di sorbetto di<em> timo serpillo</em>, pesto di foglie di <em>aglio ursino</em> e <em>crescione</em> (pestare le due erbe con pinoli, pecorino e olio a filo, fino ad ottenere una consistenza cremosa), burri aromatizzati per mantecare -aggiungendo un po’ di magia- ai risotti, di aperitivi con frittelle di fiori di <em>acacia</em>, <em>trifoglio</em>, <em>aglio ursino</em> e <em>borragine</em> in pastella (33 ml di birra, 100 g di farina, lievito di birra, con la raccomandazione di tenere la giusta consistenza per coprire le erbe senza appesantirle), <em>acetosella</em> in salse come piccole maionesi (ma attenzione a non abusarne, contiene acido ossalico), farcie di erbe per sella di capretto (con la precisazione di cuocere poco le erbe, “per non sfinirle”), di quaglia alla creta, di coscia di faraona, di ravioli di seirass saltati con <em>salvia selvatica</em>, fiori di <em>primule</em>, fiori di <em>borragine</em>, gelatine di fiori di <em>tarassaco</em> per accompagnare i formaggi stagionati, come la toma brusca… Interessati?</p>
<p>Da 20 anni, il club “amici della Val Chiusella” organizza “<a title="Passeggiate Val Chiusella" href="http://www.erbedivalchiusella.it/userfiles/file/erbe%202010.pdf" target="_blank">passeggiate</a>” durante le quali le Magistre e i Magistri d’erbe insegnano come, quando e quali erbe raccogliere accompagnando la giornata con merende sul prato a base di erbe. Pronti a partire per la raccolta?</p>


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		<title>Inamo restaurant: il touchscreen al ristorante</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 08:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Inamo restaurant a Londra è stato il primo ristorante ad inserire le tecnologie del touchscreen nel proprio ristorante.
Nel 2008 infatti Noel Hunwick e Dnny Potter, un letterato e un fisico entrambi laureati ad Oxford, pensarono di inserire le tecnologie del touchscreen come reazione ad una festa di compleanno in un locale col servizio scadente.
Ecco allora che dopo un anno di lavoro con un architetto e un ingegnere informatico la loro soluzione era pronta: comperarono una trattoria a Soho, Londra e installarono il sistema, chiamato poi E-Table. Ora il locale serve 200 pasti al giorno ed è classificato con 7,6 su [<a href="http://gusto.logg.it/2010/04/14/inamo-restaurant-il-touchscreen-al-ristorante/">continua a leggere...</a>]


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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2585" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a href="http://gusto.logg.it/files/2010/04/Inamo-restaurant-400x273.jpg"><img class="size-full wp-image-2585" title="Inamo restaurant" src="http://gusto.logg.it/files/2010/04/Inamo-restaurant-400x273.jpg" alt="Inamo restaurant" width="400" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Inamo restaurant</p></div>
<p>L&#8217;<a title="inamo restaurant" href="http://www.inamo-restaurant.com" target="_blank">Inamo restaurant</a> a Londra è stato il primo ristorante ad inserire le tecnologie del touchscreen nel proprio ristorante.</p>
<p>Nel 2008 infatti Noel Hunwick e Dnny Potter, un letterato e un fisico entrambi laureati ad Oxford, pensarono di inserire le tecnologie del touchscreen come reazione ad una festa di compleanno in un locale col servizio scadente.</p>
<p>Ecco allora che dopo un anno di lavoro con un architetto e un ingegnere informatico la loro soluzione era pronta: comperarono una trattoria a Soho, Londra e installarono il sistema, chiamato poi E-Table. Ora il locale serve 200 pasti al giorno ed è classificato con 7,6 su 10 punti nel sito di recensioni toptable.com.</p>
<p>La scommessa quindi è stata vinta, grazie al software facile da usare. Il sistema funziona con un proiettore che veste il tavolo con la &#8220;tovaglia di luce&#8221; che si desidera e mostra il menu interattivo che si può usare con il tocco sul tavolo.</p>
<p>Il tutto risulta totalmente intuitivo: &#8220;E&#8217; stata una sfida renderlo così, ma sapevamo che se la gente avesse avuto bisogno di un manuale per ordinare allora avremmo certamente fallito.&#8221; sostiene Hunwick.</p>
<p>I proiettori permettono di vedere nel proprio piatto esattamente la pietanza che si andrà ad ordinare: il realismo è totale. Una volta ordinato inoltre il servizio è molto veloce: non bisogna fare strani gesti per attirare l&#8217;attenzione del cameriere. C&#8217;è anche la possibilità di collegarsi con una webcam per vedere che succede in cucina. Infine è possibile tenere sotto controllo in ogni momento il conto e pagare con la carta di credito all&#8217;apposita macchinetta.</p>
<p>Il sistema funziona perchè ci sono meno errori nella comunicazione con la cucina, perchè gli avventori trovano divertente ordinare in questo modo e i clienti trovano facile prendere quello che vogliono quando vogliono: questo fa anche aumentare le ordinazioni.</p>
<p>Esistono anche delle critiche ovviamente: Amber Dalton del Waitrose Kitchen magazine sostiene che la velocità non è un vantaggio quando ci si trova in un ristorante dove chi va vuole gustare l&#8217;esperienza e non scapparsene il prima possibile.</p>
<p>[C'é un video che non può essere mostrato in questo feed.<a href="http://gusto.logg.it/2010/04/14/inamo-restaurant-il-touchscreen-al-ristorante/">Visita la pagina dell'articolo per poter vedere il video.]</a></p>
<p>Tutto sommato però Inamo funziona, al punto che sarà aperto un secondo locale entro la fine dell&#8217;anno. Nel video qua sopra un&#8217;ordinazione all&#8217;Inamo.</p>
<p>[Approfondimenti: <a title="the independent" href="http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/features/restaurants-of-the-future-eat-like-a-geek-1931466.html" target="_blank">The Independent</a>]</p>


<p>Related posts:<ol><li><a href='http://gusto.logg.it/2009/02/06/il-tuo-ristorante-sulliphone/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il tuo ristorante sull&#8217;iPhone'>Il tuo ristorante sull&#8217;iPhone</a></li></ol></p>]]></content:encoded>
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