Ricciarelli di Siena - foto di Shaw

Ricciarelli di Siena - foto di Shaw

I Ricciarelli di Siena sono un prodotto dolciario ad Indicazione Geografica Protetta.

La zona di lavorazione e di confezionamento è limitata alla provincia di Siena.

Questo dolce ha origini molto antiche: secondo una novella del commediografo senese Parige un certo Ricciardetto della Gherardesca, di origine senese, rientrando dalle Crociate nei suoi possedimenti vicino a Volterra, introdusse l’uso di alcuni dolcetti arabi che ricordavano la forma arricciata delle babbucce dei Sultani, che presero da lui il nome di ricciarelli.
Gli unici luoghi dove si potevano reperire aromi e spezie per la loro preparazione erano i conventi o le botteghe degli speziali, ed infatti ancor oggi  i soffitti di questi locali sono affrescati con la scritta “ricciarelli”.

Il primo riferimento specifico al termine Ricciarello si trova in un elenco di doci toscani risalente al 1814, mentre nel 1891 Pellegrino Artusi li include nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

I Ricciarelli di Siena sono fatti con mandorle, zucchero semolato e a velo, albume d’uovo di gallina e lievito, cotti al forno.
Possono essere aggiunte mandorle amare in piccola quantità, miele millefiori, scorza d’arancia candita e ostie.

La forma è a losanga ovalizzata, ogni dolce ha un peso compreso tra 10 e 30 g.
La superficie è di colore bianco perché ricoperto dallo zucchero a velo, possono essere presenti crepature della pasta e il bordo è leggermente dorato.
La pasta è di colore beige leggermente dorato di consistenza morbida, non friabile.

I “Ricciarelli di Siena” tradizionalmente erano dolci tipici delle feste di Natale, ma con il passare del tempo si è iniziato a consumarli durante tutto l’anno, soprattutto in occasione di ricorrenze religiose e altre festività.