Masculina di magghia - dal Presidi Slow Food

Masculina di magghia - dal Presidi Slow Food

Presidio Slow Food
Sicilia

Le acciughe vengono pescate nel golfo di Catania, tra Capo Mulini e Capo Santa Croce, nel comune di Augusta, nella Riserva Naturale Marina delle Isole Ciclopi, con la medesima tecnica utilizzata in tutto il Mediterraneo.

Le famiglie che si dedicano a questa attività sono una trentina, suddivise tra i porticcioli di San Giovanni li Cuti, Ognina, Aci Trezza e i civitotu, gli abitanti del quartiere catanese della Civita, al porto di Catania.

Da aprile fino a luglio, quando la notte si avvicina all’alba, i pescatori calano le loro reti, le tratte, per impigionare i masculini, detti anche anciuvazzu o ancora anciuvurineddu. Queste reti, lunghe 300 metri, hanno maglie (da cui Magghia) di un centimetro di lato in cui le acciughe si impigliano, dissanguandosi. Questo rende la loro carne più bianca, soda, dolce e gustosa.

Il pescato che non viene mandato al mercato viene trasformato dalle mogli dei pescatori, mettendolo sotto sale.
Le parti scartate, le teste e i pezzetti rimasti incastati nelle reti, vengono messi in orci di terracotta, i cugnitti, e ricoperti d’olio d’oliva. Il composto così ottenuto viene utilizzato nella preparazione di sughi e salse.