
Lenticchia di Onano - dal sito Presidi Slow Food
Presidio Slow Food
Lazio
La lenticchia di Onano è coltivata da secoli nei terreni vulcanici, sabbiosi e leggeri di questo comune dell’alta Tuscia, in provincia di Viterbo.
Così preziose da essere citare in un documento del comune di Onano del 1561, in cui si minacciano sanzioni per chi sia sorpreso a danneggiarle o rubarle, nel corso dei secoli sono state apprezzate alla corte paapale e presentate a diverse esposizioni internazionali all’inizio del ‘900.
Negli anni ‘60 del secolo scorso il ricorso indiscriminato ai concimi azotati ha causato la scomparsa della varietà più antica, grande e colorata, che ora si sta tentando di riportare sul mercato, dopo aver ricercato le sementi nelle famiglie che non hanno mai smesso di coltivarle negli orti familiari.
La lenticchia di Onano è tonda, marrone chiato con sfumature marmorizzate che variano dal verde, al piombo scuro, al grigio rosato.
La buccia è sottilissima e la pasta vellutata, fine e cremosa, con aromi che vanno dal fieno alla camomilla.
Di sapore dolce e delicato, la lenticchia di Onano è ottima nelle minestre o nelle zuppe, con i quadrucci all’uovo, come semplice contorno con un soffritto di guanciale, aglio, carota, sedano e un poco di pomodoro, oppure in umido nei piatti a base di selvaggina.
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