Presidio Slow Food
Piemonte

Peperone Corno di Bue di Carmagnola - dal sito www.presidislowfood.it

Peperone Corno di Bue di Carmagnola - dal sito www.presidislowfood.it

La città di Carmagnola, in provincia di Torino, è una delle capitali italiane del peperone, che viene coltivato in quattro diverse qualità: il Quadrato (quasi un cubo, con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (ibrido tondeggiante schiacciato ai poli come un pomodoro, tomatica o pomatica nei dialetti subalpini).

L’oggetto del Presidio è il Lungo, nel Carmagnolese sempre chiamato Corno di Bue. Questo peperone ha forma conica molto allungata, anche oltre i 20 centimetri, con tre o quattro lobi, di colore intenso, rosso o giallo.

Questa qualità di peperone viene coltivata su terreni pianeggianti, limosi e sabbiosi. La semina avviene da fine dicembre ad inizio aprile;  a febbraio inizia il trapianto in tunnel, mentre per il pieno campo occorre aspettare fino a maggio. La concimazione è prevalentemente organica. La raccolta è effettuata manualmente a partire dalla fine di luglio, con il sacco di tela in spalla.

Il peperone Corno di Carmagnola ha sapore dolce, polpa consistente e carnosa, che migliora con la conservazione, si pela facilmente dopo la cottura.
Per gustarlo al meglio seguite i consigli di Renato Dominici, gastronomo e grande esperto della cucina piemontese. «È ottimo crudo, bagnà ’nt l’euli cioè immerso in un buon extravergine, o con la bagna cauda, ma anche arrostito in forno o scottato alla fiamma, anche perché la pelle si asporta facilmente. Senza infrangere la regola della stagionalità dei prodotti, potete gustarlo sott’aceto, sott’olio, in agrodolce o, come da antica tradizione piemontese, sota rapa, nelle vinacce».

Il Presidio è nato per far riscoprire il peperone Corno di Bue come ingrediente principe delle ricette tradizionali, non solo nell’utilizzo dell’industria conserviera dove viene relegato oggi, mescolato con altre varietà meno nobili.