Un banco di frutta al mercato

Un banco di frutta al mercato

Da oggi sono abrogate le norme europee che imponevano determinate caratteristiche di dimensione e di bellezza alla frutta e alla verdura.

Nel 2007, durante le trattative sulla riforma dell’organizzazione comune del mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli, la Commissione si era impegnata a ridurre la burocrazia inutile eliminando alcune norme di commercializzazione per alcuni tipi di frutta e ortaggi.

I ventisei prodotti per cui sono state tolte le norme di commercializzazione sono: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e indivia belga (cicoria witloof.

Per diec)i prodotti la norma resta, ossia per mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori. Gli Stati membri potranno comunque esentare questi prodotti dall’applicazione delle norme se venduti con l’etichettatura “prodotto destinato alla trasformazione” o equivalente.

Mariann Fischer Boel, Commissaria all’agricoltura e allo sviluppo rurale, a questo proposito ha dichiarato: «Il 1° luglio segna il ritorno sugli scaffali di negozi e supermercati dei cetrioli storti e delle carote nodose. Parlando seriamente, si tratta di un esempio concreto dei nostri sforzi di eliminare adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo certo bisogno di legiferare su questo tipo di questioni a livello europeo: molto meglio lasciare quest’incombenza agli operatori del mercato. Questi cambiamenti significano inoltre che i consumatori saranno liberi di scegliere fra la più vasta gamma possibile di prodotti. È assurdo buttar via prodotti perfettamente commestibili semplicemente perché non hanno dimensioni e forma perfette».

Approfondimenti: http://europa.eu