La Robiola di Roccaverano è un prodotto caseario di latte di capra, eventualmente misto con percentuali di latte ovino e vaccino, a Denominazione d’Origine Protetta.

Robiola di Roccaverano D.O.P. - dal sito www.robioladiroccaverano.com

Robiola di Roccaverano D.O.P. - dal sito www.robioladiroccaverano.com

La zona di provenienza del latte, di trasformazione, maturazione e confezionamento, è quella delle Langhe orientali, in alcuni comuni delle province di Asti e Alessandria.
La vigilanza sulla produzione e sulla commercializzazione è affidata al Consorzio per la Tutela del formaggio Robiola di Roccaverano D.O.P..

Esistono due tipi di Robiola, quello di pura capra e quello di latte misto, ossia di almeno il 50% di latte caprino e la restante quantità di latte ovino o vaccino. L’alimentazione del bestiame deve essere costituita da foraggi verdi o conservati e non OGM.

La Robiola di Roccaverano si produce tutto l’anno, ma prevalentemente dall’inizio della primavera all’autunno inoltrato.

La maturazione del prodotto avviene in tre gioni dalla messa negli stampi, a partire dal quarto giorno è posibile la vendita del prodotto fresco, o la stagionatura. La robiola si definisce stagionata dopo dieci giorni dalla messa negli stampi, mentre viene definita “secca” quando ne sono passati almeno trenta.
La Robiola di Roccaverano fresca ha la pasta bianco latte, tendente al giallo paglierino esternamente ma priva di crosta, è fresca, cremosa, morbida, con sapore e aroma delicato e leggermente acidulo. Con la stagionatura si forma la crosta, con una fioritura di muffe leggermente rossiccie, la pasta è più compatta e l’aroma e il sapore più deciso. Nel prodotto secco la pasta assume un colore giallo o crema, con aroma e gusto molto saporito.

La Robiola di Roccaverano è ottima in purezza come formaggio da tavola, ma viene consumata anche sott’olio o con l’aggiunta di erbe aromatiche.